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C.R.I.F – Centrale Rischi Finanziari

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Il C.R.I.F. "Centrali Rischi Finanziari" raccoglie la storia finanziaria di tanti pagatori, buoni e cattivi.

I dati provengono dalle banche e dalle società finanziarie. In particolare, i dati riguardano i finanziamenti inoltrati, gli importi dei finanziamenti concessi, i pagamenti in ritardo e le fidejussioni.

Il dati del C.R.I.F. sono l’ago della bilancia ogni qual volta viene richiesto un finanziamento. Le banche spesso si fermano al primo allarme rilevato dai sistemi automatici, in modo che il finanziamento viene concesso solo in assenza di segnali negativi.
Le indagini delle banche non riguardano soltanto i dati del C.R.I.F., ma anche gli eventuali protesti.

 

Cancellazione protesto

Si diventa protestati quando si è in ritardo con il pagamento di una cambiale oppure si emette un assegno privo di copertura.
La segnalazione in questo caso avviene nel "Registro informatico dei protesti". Per questi segnalati, il mutuo diventa una chimera.
In ogni caso si può essere cancellati dalla lista se i pagamenti vengono regolarizzati.
Se la regolarizzazione dei conti avviene entro un anno dalla segnalazione, bisogna rivolgersi con una semplice istanza all’ Ufficio Protesti della Camera di Commercio di riferimento.
Se invece è passato più di un anno dalla segnalazione, è necessaria la "riabilitazione", che potrà essere concessa dal Presidente del Tribunale.

Cancellazione cattivo pagatore

Se ci si ritrova dinanzi ad un notevole ritardo nel pagamento di un prestito, il rischio è di risultare "cattivi pagatori" nelle banche dati dei rischi finanziari. Ottenere un mutuo essendo cattivo pagatore è difficile e comunque più costoso.
La cancellazione di tale segnalazione non è possibile, a meno che sia scaduto il termine stabilito per conservare i dati.

Il Garante della Privacy ha stabilito i limiti di tempo per l’archiviazione:

- Richieste di finanziamento in fase di istruttoria: 6 mesi - Richieste di finanziamento rifiutate: 1 mese
- Ritardi di pagamento inferiori a due mesi, relativi al massimo a due rate: 12 mesi dalla regolarizzazione
- Ritardi di oltre due mesi o due rate: 24 mesi dalla regolarizzazione
- Morosità non sanate: 36 mesi dalla data di scadenza del rapporto.

Ovviamente, in caso di eventi eccezionali e circostanze estreme da dimostrare, le segnalazioni potrebbero essere ignorate.

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