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SPREAD – Mutui: quando conviene?

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Ad una prima traduzione letterale dall’inglese, potremmo dire che lo spread (pronunciato sprèd) è un’oscillazione, uno scarto. Fondamentalmente lo è.

Quando si chiede un prestito o un mutuo, lo spread è il differenziale fra il tasso d’interesse stabilito dalla banca e l’indice generale (EURIBOR o EURIRS).
Di solito, il valore dello spread oscilla fra l’1% e il 2%.
Lo spread quindi corrisponde al guadagno della banca sul mutuo. Esso varia in base alle variabili di un mutuo: tipologia, durata e condizioni del cliente. Una volta deciso dalla banca, lo spread resta fisso per tutta la durata del mutuo, a meno che non ci sia una rinegoziazione.
Si capisce bene dunque come più basso risulta essere lo spread di una banca, più conveniente sarà il mutuo.
Si possono trovare spread allo 0,70% fino a valori che si attestano intorno al 3%. I valori più alti di solito corrispondono a situazioni e clienti più rischiosi per la banca che in questo modo si copre le spalle.
In ogni caso la media dello spread si attesta intorno all’1,60%.

Spread – Mutui a tasso fisso

Nel caso di un mutuo a tasso fisso, lo spread va a sommarsi all ‘EURIRS, il tasso d’interesse di riferimento per questa tipologia.
In questo caso, una volta determinato il tasso d’interesse totale, esso resterà invariato per tutta la durata del mutuo.

Spread – Mutui a tasso variabile

Se si è scelto un mutuo a tasso variabile, lo spread va aggiunto al valore dell’EURIBOR, indice variabile da applicare a questa tipologia di mutuo.
L’EURIBOR dipende dalla quotazione del denaro scambiato fra le banche a livello europeo.

 

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